Flamengo, Kaka e Zidane: il Real Madrid scopre Reinier

Reinier, volto nuovo del Real Madrid (© Getty)

“Stiamo svilendo e svendendo un grande patrimonio. Io arrivo dal Benfica e lì nessuno si sognerebbe mai di lasciare andare un talento del genere così presto”. Lo spartito è una prima pagina di Globo Esporte uscita in edicola un paio di mesi fa; musica e ritmo, invece, li ha messi Jorge Jesus, allenatore portoghese del Flamengo. Il tecnico, che nel 2019 ha vinto campionato e Copa Libertadores alla guida del club carioca, si è scagliato con veemenza contro la dirigenza rubronegra, rea di aver dato il via libera alla partenza di Reinier Jesus, uno degli ultimi gioielli prodotti dalle parti di Rio de Janeiro. Quella legata a Reinier è stata una delle trattative più importanti della finestra invernale di mercato: per strapparlo al Flamengo, il Real Madrid ha firmato un assegno da 30 milioni di euro tondi tondi, anticipando una concorrenza che in estate avrebbe probabilmente contribuito a scatenare un’asta al rialzo.

Così, in uno slancio di iniziativa, Florentino Perez ha deciso di sbaragliare il tavolo andando a bloccare il calciatore non appena diciottenne. Per farlo, ha sfruttato gli ottimi rapporti con la dirigenza del Flamengo, con la quale un anno e mezzo fa aveva già chiuso l’affare Vinicius Junior. Reinier ha accettato con entusiasmo la nuova destinazione, raggiunta subito dopo aver guidato i compagni della nazionale under 23 – nella quale gioca da titolare, pur essendo nettamente sotto età – alla qualificazione a Tokyo 2020. L’emergenza legata al Coronavirus ha fatto definitivamente saltare i Giochi Olimpici e, di conseguenza, il talento verdeoro avrà modo di sfruttare i prossimi mesi per ambientarsi a Madrid: qualora si dovesse tornare in campo a breve, farà il suo esordio nel Castilla (la seconda squadra dei Merengues), per poi essere valutato da Zinedine Zidane durante il prossimo ritiro estivo.

Sarà per il prezzo o per le skills – rigorosamente da stropicciarsi gli occhi - facilmente reperibili su internet, ma le aspettative su Reinier sono decisamente alte, tanto da aver fatto addirittura rischiare il posto a Jorge Jesus. L’ex allenatore dello Sporting non ha fatto mistero della propria delusione per aver perso un calciatore che, quest’anno, nel Flamengo avrebbe quasi sicuramente ruotato tra i titolari. Il presidente Marcos Braz però non ha affatto preso bene la sfuriata del santone lusitano: “L’ho convinto a venire qui da noi perché lo considero un valore aggiunto – ha tuonato sulle pagine di Lance – ma nessuno può intromettersi sulle questioni finanziarie che riguardano la società”. Sarà, ma l’impressione è che i 30 milioni di euro incassati ora sarebbero potuti essere molti di più tra un anno, magari dopo una Libertadores giocata da protagonista. Però ormai è fatta, e tutto va appannaggio del Real Madrid, impegnato a costruire una linea offensiva tutta brasiliana, nella quale Reinier verrà gradualmente inserito seguendo il percorso già tracciato da Vinicius Junior e Rodrygo.



Il Flamengo nel cuore e il Real Madrid nel destino 

Contrariamente a tanti suoi colleghi, Reinier ha avuto un’infanzia ricca e particolarmente agiata. Merito, soprattutto, di suo padre Mauro Lucius Graça Parente Carvalho, meglio conosciuto in patria come Mauro Brasilia, uno dei giocatori di futsal più forti e famosi di sempre. Reinier ha cominciato la sua parabola sportiva a 8 anni proprio grazie al calcetto, sognando di seguire le orme paterne e magari, perché no, diventare campione del mondo, un traguardo raggiunto già dallo stesso papà nel lontano 1985. A 11 anni però Mauro Brasilia capisce che il figlio ha prospettive e orizzonti differenti dai suoi, quindi decide di chiudere qualche valigia, caricare tutta la famiglia su un aereo e stabilirsi a Rio de Janeiro, dove Reinier proverà a centrare il grande obiettivo fallito più di trent’anni prima dal proprio genitore: entrare nelle giovanili del Flamengo.

I rubronegros sono la squadra di famiglia, per la quale – almeno una volta all’anno, durante le vacanze – si organizza una spedizione al Maracanã. Il talento verdeoro ha mezzi eccezionali, bussa alla porta di tutti i grandi club del capoluogo carioca e, dopo essersi diviso un anno e mezzo tra Botafogo e Vasco Da Gama, passa un breve periodo anche al Fluminense, acerrimo rivale del Flamengo. Che, nel 2014, decide di finalmente di portarselo a casa: “Ricordo il giorno in cui arrivai al centro sportivo – ha raccontato nel video di arrivederci – fu un’emozione unica, che non scorderò mai. Quando ero bambino guardavo le partite e pensavo che sarebbe stato bellissimo poter giocare qui: sono sicuro che un giorno ci rivedremo”. Già, perché da piccolo Reinier si è sempre diviso tra scuola, campetto e divano, dal quale ammirava non solo le gesta dei suoi idoli flamenguisti, ma anche il Real Madrid dei Galacticos.


Zidane come modello, lo paragonano a Kaka 

Sognava Ronaldo e ne emulava i gesti, mandando in tilt gli amici con le sue finte e i doppi passi ubriacanti. I video del Fenomeno venivano però sempre accompagnati da quelli di un “certo” Kaka, al quale in Brasile Reinier viene spesso accomunato. In effetti, tra le sue peculiarità principali ci sono gli strappi in velocità e la progressione letale con la quale si lascia indietro gli avversari: in tal senso, il talento originario di Brasilia si è messo particolarmente in mostra durante il Sudamericano under 17, dove ha sfoderato numeri di altissima scuola e si è guadagnato la menzione nella top 11 del torneo. Tatticamente, lo si è visto occupare un po’ tutti i ruoli offensivi: Jorge Jesus gli ha dato fiducia facendolo esordire la scorsa estate, utilizzandolo principalmente come trequartista, ma nello stesso tempo responsabilizzandolo anche dal punto di vista tattico.

Risultato? Sei gol in 15 apparizioni complessive, tanta partecipazione alla manovra e una maturazione già molto avanzata rispetto all’età anagrafica: “Calcisticamente dimostra almeno cinque anni in più”, ha dichiarato l’allenatore portoghese. Papà Mauro ha raccontato che, prima di accettare il Real Madrid, la famiglia era stata invitata da PSG, Arsenal e Manchester City a visitare le rispettive strutture, ma alla fine a vincere la sfida di mercato sono stati i Blancos. Nella capitale spagnola, dove Ronaldo e Kaka hanno scritto pagine importanti delle rispettive carriere, Reinier troverà un altro suo grande modello di vita come Zinedine Zidane, guarda caso colui il quale dovrà dosarne la crescita ed, eventualmente, lanciarlo in uno dei contesti più caldi e delicati al mondo. Infiammare il Santiago Bernabeu non sarà semplice, ma le potenzialità per diventare un calciatore forte e completo parrebbero esserci.

Incanalarle al meglio starà poi allo stesso Reinier, un tipo tranquillo e dai comportamenti mai fuori dalle righe, famoso tra i pari età per la sua grande passione per i videogiochi di calcio - “cerco di usarmi il meno possibile perché mi arrabbio quando sbaglio” - e per la grande amicizia che lo lega a Bill, bomber delle giovanili rossonere di un anno più vecchio. Loro due non erano presenti al centro sportivo Ninho de Urubu quando, nel febbraio del 2019, un incendio devastò la struttura e causò decine di morti. L’anniversario di uno di loro, Rykelmo, è stato celebrato dal trequartista brasiliano con un post su Twitter: “Non ti dimenticherò mai”. Parte dei soldi ricavati dalla sua cessione finanzieranno la ricostruzione del centro: volente o meno, a 18 anni Reinier ha già scritto un pezzo di storia del Flamengo.

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