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| Óscar Rodríguez in azione con il Leganés (© Getty) |
Il materiale è di primissima qualità, ma in mezzo al gruppo di futuri merengues è quasi certo che possa trovare spazio anche Óscar Rodríguez, trequartista classe 1998 che quest'anno si sta mettendo in grandissima mostra con la maglia del Leganés. E lo sta facendo nonostante tutto, visto che i Pepineros non solo sono il fanalino di cosa della Liga, ma probabilmente partivano come vittima sacrificale del campionato sin dall'inizio della stagione. Ciononostante, nulla ha impedito a Rodríguez di mettere in mostra tutte le sue migliori qualità: il trequartista spagnolo, dopo la partenza di Martin Braithwaite verso Barcellona, è infatti il miglior marcatore del club. Con i suoi 7 gol segnati, inoltre, si trova a sole due lunghezze dal record di Youssef En-Nesyri, che lo scorso anno toccò quota 9. Con i due attaccanti di cui sopra venduti un po' per necessità e un po' per le rispettive ambizioni di carriera, il Leganés si è ritrovato ancora più aggrappato al suo talento offensivo, ora chiamato a prendere in mano la squadra per condurla verso una (ormai) insperata salvezza.
Lui stesso ne è consapevole, tanto che poco prima dello stop forzato causa Coronavirus, aveva rilasciato dichiarazioni di guerra verso chi dava già il Leganés per spacciato: "Sappiamo che la situazione è complicata e stiamo rischiando parecchio - confidò durante un'intervista sul sito ufficiale del club - ma di certo faremo di tutto per giocarcela fino alla fine". Oltre a essere un giocatore di grande livello, Óscar Rodríguez è riuscito anche a mettere d'accordo i due allenatori che, in stagione, si sono alternati sulla panchina dei Pepineros. Con Mauricio Pellegrino, il ragazzo originario di Talavera era già un titolare inamovibile, ma l'arrivo di Javier Aguirre lo ha ulteriormente responsabilizzato. Innanzitutto, a livello tattico Rodríguez ha abbandonato definitivamente (?) il ruolo di mezzala, dove Pellegrino lo aveva collocato per avere più qualità in mezzo nel suo 3-5-2, alzando di qualche metro il proprio raggio d'azione e tornando così a calpestare le zolle intorno alla trequarti. In secondo luogo, proprio per sfruttarlo al meglio su tutto il fronte offensivo, il tecnico messicano gli chiede di partire più decentrato, in modo da diventare decisivo con i suoi movimenti a riempire il campo.
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| (© Whoscored) |
Come ben sottolineato dalle statistiche di Transfermarkt, Óscar Rodríguez è una risorsa offensiva molto importante per il Leganés, tanto è vero che - con la sola eccezione del match perso in casa contro l'Atletico Madrid, nel quale scontava un turno di squalifica - è sempre stato presente: dei 26 gettoni in Liga collezionati fino a oggi, ben 22 erano presenze da titolare. Addirittura, nella partita giocata all'Estadio de la Ceramica, il Leganés è tornato a vincere in trasferta dopo quasi un anno grazie a una sua doppietta, arrivata poco prima dello stop del campionato e, soprattutto, dopo un mese abbastanza burrascoso, nel quale è stato spedito per ben due volte in panchina da Aguirre. Il lavoro psicologico del messicano però ha pagato - complessivamente, il canterano madridista ha dato al club 10 punti sui 27 totali - e nel match contro il Submarino Amarillo Óscar è riuscito a mettersi in mostra giocando da seconda punta. L'impressione è che su questo ragazzo si possa lavorare in maniera importante ma, contestualmente, bisognerà capire se al Real Madrid hanno reale interesse nel provarci.
Per questo motivo, a metà marzo il Betis ha chiesto informazioni sul giocatore, consapevole di poter ripetere l'ennesima operazione di mercato in grado di far svoltare la squadra. Negli ultimi anni, il club andaluso si è messo particolarmente in mostra per alcune intuizioni tra centrocampo e trequarti, come testimoniano gli affari legati all'acquisto di Giovanni Lo Celso prima e Nabil Fekir poi. Il Real Madrid, almeno per il momento, non sarebbe però intenzionato a cederlo, ma è chiaro che in previsione futura sul ragazzo andranno fatti dei ragionamenti, visto che il suo ruolo originale, all'interno della rosa castigliana, sarebbe marginale - il Real Madrid gioca con il 4-3-3, almeno come modulo di base -, mentre a livello di esterni Zidane al momento è ben coperto. Nel frattempo, il talento classe 1998 ha avuto modo di mettersi in mostra anche con la nazionale spagnola: tra i protagonisti dell'Europeo under 21 vinto la scorsa estate, Óscar Rodríguez è stato messo sotto osservazione da Luis Enrique in vista del ciclo che dovrebbe aprirsi post Euro 2021.
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| (© Understat) |
Parliamo un po' di numeri: essendo molto efficace negli ultimi metri, il trequartista del Leganés non è tra quelli che giocano più palloni o che effettuano più passaggi, compiti che spettano principalmente - e a turno - a centrocampisti centrali cone Rubén Pérez, Recio, Amadou e soprattutto Roque Mesa. In compenso, Rodríguez si muove tanto senza palla e, soprattutto, è l'elemento che percorre più chilometri di media a partita dell'intera rosa dei Pepineros, assieme all'eclettico portoghese Kevin Rodrigues. In più, con la partenza di En-Nesyri verso Siviglia, è diventato il giocatore a tentare più tiri verso la porta avversaria (1,9 di media a partita), corredandoli da 0,9 passaggi chiave e 1,4 dribbling. Al di là delle statistiche, è interessante notare come un 21enne abbia saputo prendere per mano la squadra nel momento in cui la società ha completamente sfaldato il reparto offensivo. A gennaio il Leganés ha rimpiazzato En-Nesyri con Guerrero, un cavallo di ritorno, ma non Braithwaite, andato al Barcellona a mercato chiuso. Per questo Aguirre ha chiesto al suo talento di evolversi ulteriormente, bruciando un po' le tappe.
Dotato di un ottimo tiro dalla distanza, il talaverano calcia indifferentemente con entrambi i piedi e, soprattutto, i suoi gol sono quasi sempre perle balistiche. Per informazioni, chiedere a Celta, Villarreal e soprattutto Real Sociedad, tutte sentenziate dal futuro madridista poco prima dello stop. Grintoso in campo, tranquillo fuori, ha una passione smisurata per il flamenco: in questo periodo di quarantena forzata, Rodríguez si è improvvisato chitarrista e ha sfidato il suo amico Jonathan Silva, col quale condivide un sacco di tempo libero anche fuori da campo. A giugno tornerà ai Blancos, chiudendo così un prestito durato due stagioni, nelle quali ha avuto modo di affermarsi grazie a un contesto tranquillo e poco pressante, davanti a un pubblico presente ma mai esigente, riuscendo così a mettere insieme una sessantina di presenze che, qualora il campionato riprendesse, potrebbero ulteriormente arrotondarsi. A 21 anni, è già un buon inizio.
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